LA GESTIONE DEGLI ATTACCHI DI PANICO (D.Araco)

 

“Ero in ufficio. Giornata ordinaria. Ho avvertito dei lievi crampi alla pancia. Ho pensato che fosse qualcosa che avevo mangiato ieri. Ma pian piano il cuore ha iniziato a battermi forte, all’impazzata, quasi volesse uscirmi fuori dal petto. Mi mancava l’aria anche se le finestre erano aperte. Sono rimasto lì, senza poter fare niente… la testa mi girava, mi sembrava di vederci doppio, un dolore al torace, la gola chiusa. “Sto per morire” mi sono detto, “eccoci! Un infarto come mio padre. Non mi rimane molto da vivere”. Mi è preso un malessere ingestibile, sono scappato fuori dalla stanza cercando aria. Un mio collega mi ha raggiunto e mi ha portato al pronto soccorso. Piano piano mi è passato. All’elettrocardiogramma è tutto normale. Mi hanno detto che non era niente. Ma vivo nel terrore costante che mi riaccada di nuovo…..”

Racconti come questi sono ormai all’ordine del giorno per uno psicoterapeuta. Si tratta degli ormai tristemente famosi “attacchi di panico”, ovvero quelle situazioni di ansia acuta e parossistica, intensa, in cui uno stato di paura ingestibile fa sentire la persona vulnerabile e influenza le risposte fisiologiche neurovegetative (palpitazioni, vertigini, sudorazione, ecc.) ed emotive instaurando un circolo vizioso che rafforza la convinzione che qualcosa di terribile potrebbe realmente accadere.

COSA E’ UN ATTACCO DI PANICO

Sorgente: LA GESTIONE DEGLI ATTACCHI DI PANICO (D.Araco)

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